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Approfondimenti

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ansia

L' ansia rappresenta una condizione di generale attivazione delle risorse fisiche e psichiche dell' individuo. Entro certi limiti essa rappresenta una fonte di ottimizzazione delle prestazioni. Diventa patologica nel momento in cui compromette le normali attività di un individuo, totalizzando le sue attvità e limitando la propria efficienza nella vita quotidiana.

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Depressione

La depressione è un' alterazione del tono dell' umore caratterizzata da una profonda tristezza, disperazione e angoscia che annulla la progettualità di vita. Naturalmente vissuti depressivi appartengono a ogni individuo e possono manifestarsi in concomitanza con eventi particolari della vita come un lutto.

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Disturbi del comportamento alimentare

I disturbi alimentari sono patologie complesse caratterizzate da un forte controllo sul cibo e sul peso e l 'immagine corporea. Negli ultimi tempi iniziano a soffrire di questi disturbi ragazzi e ragazze sempre più giovani. Il cibo rappresenta il primo rapporto che il bambino ha con il mondo

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PROBLEMATICHE DELLA SFERA SESSUALE E RELAZIONALE

La sfera sessuale rappresenta un elemento fondamentale per il benessere personale e della vita di coppia. E' un' area che coinvolge l' interesse e la curiosità degli individui, ma nello stesso tempo è caratterizzata da imbarazzo e paura del giudizio. Le disfunzioni sessuale possono essere caratterizzate da diverse cause che vanno da quelle organiche / biologiche a problematiche di natura sociale e psicologica.

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Sostegno alla genitorialità

Cosa significa essere genitori oggi?Si può soltanto ridurre a un fatto giuridico oppure ha un senso più profondo? Nel momento in cui una coppia si trasforma avviene un profondo mutamento da uomo e donna a padre e madre. La genitorialità pertanto rappresenta un cambiamento dinamico che porta all' instaurarsi di nuove identità. Ogni individuo porta con sé il bagaglio di esperienze che viene dalla propria storia personale nel quale ha ricoperto il ruolo di figlio/a e che ha comportato l' aver acquisito un proprio bagaglio di conoscenze. Quando arriva un figlio la coppia muta esternamente le proprie abitudini , ma internamente deve fare i conti con il mutamento delle proprie dinamiche interne. Cosa significa in parole semplici? La nascita di un figlio comporta nuovi “stati emotivi” tra i quali oltre la gioia che di base rappresenta questo momento, la frustrazione nel non saper gestire la nuova situazione, la paura nell 'affrontare qualcosa che di fatto è del tutto sconosciuto e spaesamento. Occorre in tal senso un duro lavoro di riconoscimento del proprio ruolo e della propria individualità nella coppia, per far sì che i modelli educativi diventino modelli educativi “comuni” . Le modalità comunicative dei neo genitori diventano l' asse portante di un nuovo assetto famigliare. La psicoanalisi si è da sempre interessata del legame tra il bambino e le sue figure di attaccamento per fornire delle spiegazioni dei propri modelli affettivi e trovare delle chiavi legate alla sofferenza e al disagio. Al giorno d' oggi generare ha assunto connotazioni nuove, ci sono coppie che diventano genitori sempre più tardi, ci sono nuove coppie omosessuali, la coppia non ha più confini delineati e ristretti. In un quadro di tale complessità i neo genitori dovranno fare i conti con il senso di “delusione” che nasce inevitabilmente quando vengono a cadere gli stereotipi comuni che vengono inflitti dall 'esterno. C'è uno scarto inevitabile tra il bambino immaginato e il bambino reale; è un lungo lavoro di elaborazione la nascita, l' inserimento al nido, alla materna alla scuola elementare. Tutto ciò è ampliato dal paragone con altri bambini e altri genitori per giungere poi al passo evolutivo successivo, quello dell' adolescenza. Un sostegno alla genitorialità può essere necessario come intervento psicologico quando le figure genitoriali per diversi motivi critici hanno delle difficoltà nel loro ruolo da genitori. Può essere utile per migliore il proprio stile educativo, per migliorare le proprie capacità di dialogo in famiglia, per favorire una crescita migliore dei figli stessi. Il percorso psicologico non si sostituisce al ruolo genitoriale bensì favorisce un processo di crescita e una nuova “visione” delle proprie competenze e risorse che possono essersi offuscate o mai realmente esaminate.

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Maternity blues e depressione post partum

L'arrivo di un figlio per una donna è una delle tappe evolutive più critiche e delicata che si trova ad affrontare. Oltre alle problematiche di natura ormonale e ai cambiamenti fisici inevitabili, la maternità rappresenta un processo di sviluppo. Un famoso psicoanalista francese, Racamier utilizza il termine “maternalità” per defnire la complessità dei processi psichici della donna alle prese con la maternità. La gravidanza rappresenta un processo di “separazione” e la madre compie un passaggio e evolutivo fondamentale che la porta da figlia a divenire lei stessa madre. La donna interiorizza nel corso della vita un modello interno dato dalla propria esperienza con il quale dovrà fare i conti e confrontarsi. Per la madre come per il bambino questa separazione corporea è una rottura e un trauma. Il bimbo in grembo è stato vissuto e portato in gestazione dalla madre come parte integrante della propria persona, il parto può facilmente rappresentare per la donna la perdita di una parte di sé con cui si era totalmente identificata e narcisisticamente riconfermata. Nella gestazione inoltre è stato amato il bambino immaginato e fantasticato non solo durante la gravidanza, ma fin dai giochi e dalle fantasie infantili della bambina. Questa rottura rende vulnerabile la donna c'è la gioa dell' incontro, ma anche l 'esperienza traumatica della separazione. Il senso materno della donna si sviluppa in maniera concreta nel corso di questi delicati eventi e il proprio stato psichico è profondamente condizionato dal vissuto emotivo che può essere altalenante, dalle relazioni con le persone vicine. Il maternity blues è una condizione che segue dopo qualche giorno dal parto caratterizzata da ansia, frequente pianto, stanchezza, ipersensibilità, instabilità dell’umore, tristezza, confusione, colpisce il 50-80% delle neomamme e tende a scomparire nel corso di poche settimane. La depressione post partum è un disturbo che ha connotazioni più nette e durature rispetto al maternity blues ed è caratterizzata da umore depresso, tristezza, frequenti crisi di pianto e lamentosità, apatia, anedonia, affaticabilità, letargia, perdita di interesse, sensazioni di vuoto, umore disforico con irritabilità, collera, ansia, attacchi di panico, agitazione, esaurimento fisico, nausea, cefalea, intorpidimento, palpitazioni, disturbi del sonno e/o dell’alimentazione, ripetuti sensi di colpa, generale sentimento di insicurezza e di inadeguatezza, soprattutto riguardo le proprie capacità di essere una “buona madre”, eccessivo ed ossessivo attaccamento al bambino oppure distacco e rifiuto della maternità, ideazione suicidaria e/o di pensieri ossessivi riguardo la paura di far male al bambino. Molto spesso le donne nascondono il proprio malessere per il timore di non essere una buona madre e per la vergogna che nasce dal senso comune che vede una donna neo mamma sempre “felice”. Un sostegno psicologico può essere estremamente di aiuto alla donna che attraversa questo delicato passaggio di vita, il poter esternare il proprio malessere che permette di lavorare su se stessi per potenziare le proprie risorse, il divenire madre ha bisogno di un tempo di elaborazione e il saper riconoscere la propria vulnerabilità è un atto di coraggio.

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Aspetti psicologici dell' infertilita di coppia

Negli ultimi anni è in aumento il numero di coppie che intraprendono un percorso a ostacoli per diventare genitori. Per motivi lavorativi, cambiamenti di vita e ragioni varie si è allungata l'età nella quale si decide che è il momento giusto per procreare. Non sempre però i piani vengono rispettati e dopo circa un anno di tentativi mirati molte coppie decidono di rivolgersi ai centri per la fertilità. Da questo momento inizia un percorso non privo di frustrazioni e delusioni. Da un punto di vista medico la coppia si troverà ad affrontare una serie infinita di controlli, visite specialistiche e analisi mediche per individuare laddove esista, la causa organica che non permette di procreare. In questo lasso di tempo più o meno lunga occorre tenere presente la sfera psicologica: dopo una confusione iniziale nella quale la coppia si trova ad affrontare un problema che non aveva preso in considerazione occorre fare i conti con il senso di colpa e la frustrazione. Non mancheranno momenti di stress, dove anche la vita sessuale ne potrebbe risentire fortemente. Molte coppie che intraprendono questa strada trasformano la vita sessuale in una tabella di marcia, dove lo spazio a due fatto di complicità e passione viene spesso annullato. Il problema da un punto di vista organico potrebbe riguardare entrambi, oppure un membro della coppia. Un buon dialogo e il sapersi confrontare è un elemento fondamentale che aiuterà a bilanciare le rispettive ansie. In questo turbinio di vissuti rimanere lucidi è fondamentale per scegliere la strada migliore da seguire ( piano di cura, percorsi di Procreazione medicalmente assistita, adozione) Un aiuto psicologico in questa situazione può aiutare i membri della coppia a lavorare sulle rispettive paure ed emozioni legate alla procreazione facilitando la comunicazione sugli aspetti di piu difficile elaborazione. L 'obiettivo da un punto di vista psicologico è porre attenzione alle necessità del singolo, analizzandone i vissuti per poi spostarsi sulla coppia, nell' accettazione del percorso che si è deciso di intraprendere. Una riflessione su quanto sta accadendo aiuterà entrambi ad accettare e superare i propri limiti. Nascondere all' altro le proprie paure, il senso di fallimento, i propri dubbi e le proprie perplessità può generare una vera e propria crisi. L' infertilità è un parziale lutto, una parte di se stessi non funziona correttamente e le proprie fantasie sul divenire genitori vanno ridimensionate. Occorre rispettare l'attesa delle cure e in questo tempo immobile, è importante per la coppia lavorare sui propri vissuti emotivi per mantenere un saldo legame con la realtà.

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DISTURBI PSICOSOMATICI

La psicosomatica è una branca della psicologia che si occupa della stretta connessione tra il corpo e la mente. Cosa significa esattamente? Già dai tempi di Freud numerosi studi si sono occupati del legame tra il corpo e la psiche, notoriamente era conosciuto come disturbo da conversione, il caso di Anna O. ne è l' emblema. Ad oggi il disturbo psicosomatico è frequente , ma non sempre riconoscile, esso evidenzia come il corpo comunica un disagio e ne diventa il principale strumento di comunicazione. Il legame è talmente stretto che coinvolge attivamente il corpo attraverso il sistema immunitario ed endocrino. Un esempio molto concreto può essere una rabbia frequente, ricorrente ma repressa ad esempio sul luogo di lavoro che si esprime a livello fisico con frequenti mal di testa. Solitamente questi disturbi sono legati a forte stress, ansia, agitazione, paura costante e forte disagio. La somatizzazione pertanto sarebbe la via di scarico e di liberazione di un grosso fardello che trasferisce sul piano corporeo ciò che non è soltanto corporeo. Il carico sotto mentite spoglie obbliga in questo modo l 'individuo ad occuparsene. Il nostro sistema nervoso autonomo risponde attraverso delle reazioni vegetative. Ecco alcuni esempi:

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Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde


A. Baricco